Impastatrici

Written by Alessia la Boss. Posted in Gruppo, impastatrici

La premessa è che panificare con pasta madre NON rende obbligatorio l’acquisto di un’impastatrice e se ci dedichiamo a pane, pizza e focacce possiamo benissimo impastare a mano e farlo con soddisfazione.

Non possiamo però negare che una impastatrice possa rivelarsi decisamente utile per RISPARMIARE TEMPO e AVERE UNA MAGGIORE EFFICACIA IN FASE DI IMPASTO. Se poi la nostra intenzione è di lanciarci in preparazioni più complesse e soprattutto sperimentare GRANDI LIEVITATI (panettone, pandoro, colomba pasquale) direi che essa non sia soltanto utile, ma anche praticamente obbligatoria per l’ottenimento di risultati di un certo livello, anche se ci sono impavidi che, con imprese che hanno dell’eroico, non rinunciano neppure in questo caso ad utilizzare le proprie mani.

Sono dunque molte le persone che ogni giorno ci chiedono consigli per acquistare una impastatrice e questo mio post cercherà di aiutarle, anche se come è ovvio non potrà dare né una visione esaustiva né del tutto obiettiva della questione.

Dico subito che mi limiterò a parlare di IMPASTATRICI PLANETARIE PER USO DOMESTICO

– non parlerò di impastatrici professionali a spirale o a braccia tuffanti (budget di spesa troppo elevati per semplici panificatori casalinghi)

– non parlerò di macchine del pane e neppure di elettrodomestici multifunzione capaci di triturare, cuocere, miscelare, emulsionare (ebbene sì, il celebre – e costosissimo – Bimby, che è tante cose insieme ma non propriamente una impastatrice, non lo consiglio a chi semplicemente cerca un aiuto negli impasti).

MA COSA E’ UNA IMPASTATRICE PLANETARIA?

COME MAI SI CHIAMA COSì E PERCHE’ E’ TANTO UTILE?

Il suo nome deriva dal movimento del gancio impastatore che, come un pianeta, compie un movimento di rotazione sul proprio asse e, contemporaneamente, un moto di rivoluzione ulteriore attorno ad un punto, in questo caso il centro della ciotola.
Il gancio impastatore scende dall’alto (come le nostre mani quando impastano) ed oltre a riuscire, grazie al movimento, a lavorare in modo uniforme tutto l’impasto, lo aiuta ad incorporare aria, fatto che nel caso dei lievitati è decisamente importante per favorire lo sviluppo del glutine ed aiutare la successiva lievitazione. Mi pare ovvio che lame o pale che vengono dal basso (vedi macchina del pane o Bimby) anche se riescono ad impastare (ma sarebbe meglio dire ‘miscelare’ gli ingredienti) non possano garantire gli stessi benefici all’impasto (infatti invece di favorire la formazione della maglia glutinica possono rschiare di danneggiarla).

Per scegliere la planetaria da acquistare il primo consiglio è di STABILIRE UN BUDGET DI SPESA.

Personalmente, quando è iniziata la mia avventura con la pasta madre, non sapevo bene quanto questa mia nuova passione potesse durare nel tempo, pertanto non me la sono sentita di fare un grande investimento in termini economici e mi sono accontentata di una ‘cinesina’ (marchio Clatronic), presa ad un’offerta online per un centinaio di euro.
Essa ha lavorato al mio fianco, anche in modo piuttosto intensivo, per circa due anni. Fin da subito ho compreso molti dei suoi limiti (la rumorosità, la scarsa solidità con il corpo della macchina in plastica e non in metallo, la tendenza a surriscaldare gli impasti, il fatto che i ganci fossero rivestiti di una non ben definita lega che con l’uso perdeva la patina esterna più lucida), ma la piena coscienza di quanto potesse esserci di meglio l’ho avuta soltanto una volta che ho realmente avuto tra le mani qualcosa di meglio e che costava decisamente di più!

Detto questo non mi pento di essere partita in quel modo (che poi nonostante il grande utilizzo la macchina sta ancora lavorando nella cucina di un’amica) e a chi cerca una IMPASTATRICE DI FASCIA BASSA (diciamo fino ad un massimo di duecento euro, anche se le più si aggirano sui 100 se acquistate online) consiglierei semplicemente di scegliere una macchina che abbia una potenza di almeno 1000 W (ovvio che parliamo di impastatrici planetarie classiche e non con motore in testa).
Ci sono diverse possibilità: Clatronic * (o Bomann – sono la stessa cinesissima macchina commercializzata con due marchi diversi), Klarstein, Melchioni, Ferrari (faccio semplicemente i nomi che sul gruppo vanno per la maggiore, di certo se ne possono fare altri).
Ovviamente ci saranno persone che ve le sconsiglieranno e vi racconteranno della loro scarsa durata ed efficacia e di perdite di sostanze non ben identificate dai corpi motore, ma insomma, se non si hanno grosse pretese, una mano ad impastare comunque la danno! Abbiamo impastatrici di fascia bassa anche di marchi più famosi (esempio il modello Prospero della Kenwood) ma in realtà si tratta di macchine poco potenti e dotate di ciotola molto piccola che non sono minimamente parenti di quelle delle serie superiori del medesimo marchio. Vorrei anche ricordare la Bosch MUM 4405, impastatrice a budget bassissimo, praticamente tutta in plastica e con ciotola microscopica, che però secondo molti appassionati della Confraternita della Pizza è una bomba per gli impasti molto idratati.

Allargando il nostro budget di spesa possiamo trovare di meglio e prima di presentare le macchine di fascia di prezzo superiore chiarisco una cosa prendendo in prestito le parole che Herik, uno dei nostri membri più attivi, spesso ripete sul gruppo:

Essenzialmente ci sono in commercio due tipi di impastatrici planetarie, quelle che hanno il motore nel basamento e quindi usano una cinghia per trasmettere il moto al gancio impastatore, e quelle che hanno un motore a trazione diretta nella parte superiore della macchina: le prime hanno la possibilità di usare accessori che girano veloci (un esempio per tutti il frullatore), invece le seconde hanno un motore che gira più lentamente e hanno un parco accessori più ristretto.

Questa differenza nelle caratteristiche del motore si traduce in una differenza anche nella potenza dello stesso: un motore a presa indiretta (quello della maggior parte delle impastatrici planetarie in commercio) necessita di un consumo di corrente superiore perché la forza motrice deve per l’appunto essere trasmessa al braccio impastatore per mezzo di svariati ingranaggi, invece un motore a presa diretta collocato direttamente sopra il braccio impastatore prende dal motore quasi il 100% della forza motrice generata permettendo un consumo di corrente di gran lunga inferiore. Ecco dunque che se un buon motore a presa indiretta deve avere almeno un 1000 W di potenza (ma ancor meglio 1200/1500), un motore a presa diretta da 350/500 W equivale a una potenza 1500/1800 W di un motore a presa indiretta.

Chiarito questo passiamo a dire che pensando ad una impastatrice di FASCIA MEDIO/ALTA i marchi che vanno della maggiore sono KENWOOD e KITCHENAID e qui viene il bello perché sul gruppo è un continuo (e accesissimo) scontro tra i sostenitori dell’uno e quelli dell’altro.

Le impastatrici KA sono di produzione americana, hanno un design molto accattivante ed essenziale e motore a presa diretta.
Hanno garanzia 5 anni e sono considerati muli indistruttibili anche per il fatto che la meccanica è molto basica (come si è detto sopra un motore a presa diretta non ha bisogno di una complessa catena di ingranaggi per funzionare al meglio).
In America, dove sono molto diffuse, hanno un prezzo che si aggira sui 300 dollari, ma in Europa arrivano a costare quasi il doppio. Il modello Artisan con ciotola da 4.8 l viene da listino sui 600 euro (si trovano però offerte online a prezzi più vantaggiosi) e se si vuole quello con ciotola più capiente (6.9 l) si devono spendere circa 200 euro in più. Oltre ai modelli Artisan abbiamo i nuovi Heavy Duty.

KENWOOD è invece un marchio in origine britannica che da qualche anno è stato acquistato dalla italianissima DE LONGHI. Offre un’ampia gamma di impastatrici, alcune più basiche ed altre pluriaccessoriate (esistono modelli anche con la funzione cottura ‘stile Bimby’).
La maggior parte delle impastatrici Kenwood ha classico motore a cinghia di trasmissione, ma abbiamo anche la linea KMIX che offre macchine interessanti con motore in testa da 500 W acquistabili ad un costo decisamente inferiore rispetto ai più blasonati Kitchenaid (si trovano spesso offerte al di sotto dei 300 euro).
Rispetto ad altri Kenwood i KMIX hanno il limite della ciotola di dimensioni ridotte (5 l invece che i 6.7 dei Kenwood Major) e un parco accessori piuttosto ristretto (tritacarne, torchio pasta e sfogliatrice) ma possono essere un buon compromesso per chi è alla ricerca di una buona macchina in fascia di prezzo media.
Gli altri Kenwood hanno potenza variabile dai 1200 ai 1500 (come dicevo lascerei assolutamente perdere la serie Prospero con potenza 800/900) e senza andare ai Cooking Chef (che arrivano a costare quasi 1000 euro e hanno anche la funzione cottura) si riescono a trovare i modelli top gamma al di sotto dei 500 euro.

Come dicevo non mi è possibile dare una visione esaustiva della questione e neppure esprimere giudizi totalmente obiettivi: posso piuttosto parlare (e motivare) le mie scelte.
Quando ho capito che la faccenda pasta madre mi aveva preso a tal punto che la Clatronic mi stava andando stretta (aggiungiamo pure che avevo un importante traguardo anagrafico da festeggiare e avevo deciso che il regalo sarebbe stato la nuova impastatrice) ho riflettuto su quello che era per me assolutamente irrinunciabile e sono arrivata a dirmi che di certo avrei voluto una buona macchina, ma con ciotola più capiente dei classici 5 l. Ciotola più grande significa non preoccuparsi di raddoppiare le dosi delle ricette quando panifico per gli eventi o per le feste di compleanno dei miei bimbi e soprattutto, nel periodo dei panettoni, significa risparmiare tempo potendone impastare tanti in una sola volta. Paragonando i modelli con ciotola potenziata ho anche capito che con quella capienza il KA aveva un prezzo decisamente eccessivo per le mie tasche, senza contare che sul gruppo avevo spesso letto di persone che con esso avevano avuto un po’ di difficoltà ad impastare grandi lievitati. Ho preso così ad analizzare i vari modelli Kenwood scovando ad un prezzo interessantissimo un modello definito dalla casa ‘professionale’ e per questo dotato di griglia di sicurezza, tasti di accensione/spegnimento rapidi, motore in bagno d’olio adatto ad un uso intenso e prolungato e un gancio impastatore a spirale pesantissimo di cui sono follemente innamorata (il Kmp05).

Vorrei aprire a questo proposito una parentesi: acquistare online ci permette risparmi davvero notevoli perché facendo un po’ di ricerca e aspettando il momento giusto si riescono a trovare offerte decisamente più convenienti di quelle proposte da negozi ‘reali’. Parlo di acquisti online e non mi riferisco solo ai famosi amazon e ebay ma anche ad altri siti e negozi virtuali che hanno un bacino d’utenza tale da permettersi di offrire i propri prodotti a prezzi vantaggiosissimi. Anche per acquisti del genere vale ovviamente la copertura assicurativa prevista dalla casa visto che in caso di problemi basta contattare un centro assistenza autorizzato e presentare la fattura di acquisto.

Ed eccoci alle battute finali a mo’ di riassunto:
– per impastare bastano mani e forza di volontà, certo le macchine sono un bell’aiuto
– ci sono macchine da poco prezzo e macchine più costose ed il prezzo è abbastanza esemplificativo in termini di solidità ed efficacia.
– Nel fissare il budget di spesa, a parte valutare la propria disponibilità economica, conta anche stabilire il tipo di uso che si intende fare della macchina e la frequenza dello stesso. Si dovranno anche considerare la capienza della ciotola (ciotole piccole sono adatte a persone che impastano piccoli quantitativi e non hanno famiglie numerose), la potenza del motore (espressa in Watt – da evitare macchine con potenza inferiore ai 1000W) e se esso sia o meno in testa (nonostante il wattaggio basso coi motori in testa la resa in potenza è notevole).
– le uniche impastatrici con motori in testa sono praticamente le Kitcheaid e le Kenwood Kmix
– Ciascuna impastatrice, indipendentemente dalla fascia di prezzo, è fornita di tre accessori: il gancio per impasti di media durezza (detto foglia, gancio K o A), il gancio a uncino (quello che si usa normalmente per impasti più duri, ad esempio il pane e pizza o per finire di incordare impasti particolarmente idratati per i quali abbiamo inizialmente usato l’altro) e infine il gancio con frusta a filo che serve per sbattere e montare. A seconda del tipo di macchina si può poi avere tutta una serie di accessori, solitamente da acquistare a parte, che rendono l’impastatrice un aiuto più completo in cucina.

Buoni impasti a tutti, poco importa se a mano o a macchina… non conta infatti il mezzo ma il risultato!!!

*AGGIORNAMENTO AL 3 GIUGNO 2015: pare che l’azienda Clatronic sia in liquidazione e pertanto il servizio assistenza non possa garantire,  in caso di problemi,  riparazioni ed eventuale sostituzione pezzi (spesso addirittura la casa sostituiva direttamente la macchina se essa era in garanzia), quindi per chi decide di rimanere in fascia di prezzo bassa direi che sia da evitare l’acquisto del marchio a favore degli altri rammentati .

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Commenti (6)

  • Cristina Cammelli

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    Avendo la mia impastatrice Clatronic 3400 rotta, ho contattato la ditta di riparazione più vicina che mi ha risposto che la ditta è chiusa e non hanno pezzi di ricambio. Contattando direttamente la Clatronic mi hanno risposto così:
    solitamente procediamo con la sostituzione del prodotto in garanzia tramite centro assistenza o direttamente all’utente.

    Purtroppo l’azienda è in liquidazione e non disponiamo del prodotto indicato a magazzino.

    In questo caso potete far richiesta di reso in garanzia al rivenditore.

    Il prodotto difettoso poi lo gestiamo direttamente con lo stesso rivenditore.

    Quindi per chi avesse intenzione di comprare una Clatronic tenete presente che ripararla sarebbe molto difficile…

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  • Alessia la Boss

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    Quindi in sintesi non puoi far niente?

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  • sonia

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    Mi hanno regalato una Kenwood Prospero 900 watt, x me ke impasto qualcosa ogni tanto, può andare comunque bene? Diciamo ke impasto 1 kg di pane a settimana e un dolce la domenica, ke mi consigli?

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  • Alessia la Boss

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    Se te l’hanno regalato diciamo che non ti resta che provarlo

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  • rina

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    dopo una cinesina anche io da maggio mi sono convertita alla kmp05 …un abisso di differenze ,solo ora comprendo i grandi limiti dei gicattolini in commercio ,pensavo erroneamente che alla fine era solo una questione di marchio,quando poi mi sono trovata costretta a tenerla per la testa la cinesina mentre cercavo di incordare sudando 7 camicie e ho sentito odore di bruciato mi sono decisa …l’avessi fatto prima

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